← Indietro

“È VIVERE NEL PRESENTE CHE TI FA ANDARE AVANTI". IL SEGRETO DI NATALIA ASPESI

  • 1) Sa perché siamo qui Natalia?

Mi hanno detto che qualcuno voleva parlare con me.

2) È pronta a rispondere a 100 domande?

    Ci provo.

    3) Una domanda facile. Quanti anni ha?

      92

      4) È una cosa che le pesa?

        Moltissimo. Perché io mi diverto ancora a vivere e a 92 anni può cambiare tutto in un attimo.

        5) La parola “vecchia” la offende?

          Mi dicono anche di peggio. Quando attraverso sulle strisce con il bastone, e mi insultano, mi viene da ridere. È vero, vecchia sono vecchia. L’importante è curare la testa.

          6) Com’è gestita l’anzianità nel nostro Paese?

            Malissimo. C’è una grande ipocrisia sul vecchio.

            7) È vero che con l’età si diventa più saggi?

              L’età non mi ha dato la saggezza. Mi ha dato il cinismo. E questa è una grande difesa. Per tutta la vita si soffre, ci si delude, succedono cose che non riesci ad accettare. Adesso, invece, va bene tutto. Sono una persona felice.

              8) Un’altra cosa che hai scoperto con l’età?

                Più invecchi e più diventi invisibile. La vecchiaia è scontata come il marciapiede sul quale cammini. Diventi trasparente. E la gente che per strada ti viene incontro non ti vede, ti urta e tu puoi solo tentare di evitarla.

                9) Più passa il tempo e cosa accade?

                  Ho l’impressione di volermi più bene. Non ho voglia di sembrare un’altra. Eccomi qua, senza orpelli né artifici.

                  10) Che cos’è per te il futuro?

                    Beh, intanto che cosa mangerò stasera, che è già un problema, ci devo ancora pensare. Ma poi, sai, i sogni li faccio lo stesso. Io, in fondo, penso di averlo il futuro, sapendo che non ce l’ho, ma sono due cose che stanno insieme.

                    11) Una cosa che vorresti fare?

                      Andare al Victoria and Albert Museum a Londra. E al Tate Modern. Visitarle ancora una volta e poi tornare nella mia casetta in Salento.

                      12) La carriera. Ha disegnato tessuti e fatto la segretaria in un ufficio d’azienda che importava macchine per fare il formaggio. E poi giornalista per La Notte. Come ci è arrivata?

                        Grazie a un flirt con un ragazzo che sosteneva che scrivessi lettere bellissime. "Perché non provi con il giornalismo", mi incoraggiò. "So che alla Notte cercano qualcuno che possa fare un po' di cronaca mondana". Scoprii che il lavoro mi piaceva. E che ero anche brava ".

                        13) Com’è cambiata da quel momento la sua vita?

                          In quel momento la mia vita cominciava. Superai incertezze e dubbi. E mi abbandonai ai sentimenti.

                          14) In che senso?

                            La mia generazione era fatta di donne che , se non si sposavano, non entravano in camera da letto con un uomo. Ti parrà strano, ma il lavoro, questo lavoro, mi ha dato la coscienza che oltre a un'anima o a un'intelligenza avevo anche un corpo. E un'indipendenza".

                            15) Come nasce la collaborazione con Il Giorno?

                              Il Giorno aveva solo una donna su 300 giornalisti. Quando il direttore se ne andò, si dimise anche l’unica donna che c’era in quel giornale: Adele Cambria. Avevano bisogno della quota rosa. Lo chiesero a quelle già note. Rifiutarono. Poi chiamarono me e venni assunta come impiegata sebbene svolgessi il lavoro di giornalista.

                              16) E quando è diventata inviata?

                                Dopo solo 7 mesi. E non per bravura, ma perché non volevano donne in redazione.

                                17) Il suo primo articolo?

                                  Ho scritto su una mostra di cani a Bellagio.

                                  18) E quello che ricorda con il sorriso?

                                    Quello sul sedere di Naomi Campbell

                                    19) Ha scritto anche di musica. Rolling Stones o Beatles?

                                      Rolling Stones

                                      20) È stata una delle prime giornaliste a capire che cosa sarebbe diventata la moda. Che cosa l’ha attratta di questo mondo?

                                      Era una mondo che stava nascendo e mi piaceva tantissimo raccontarlo. È stata dura imporlo come argomento perché confinato ad alcuni settimanali. Poi, quando è diventato miliardario ho smesso di occuparmene in modo sistematico. Con la pubblicità, lo si poteva raccontare nei limiti dei comunicati stilati dalle maison.

                                      21) Cos’è invece oggi la moda?

                                        Finanza ed economia. La moda non esiste più in quanto moda.

                                        22) Una delle tue prime interviste?

                                          Ad Armani, quando aveva solo due locali in Corso Venezia.

                                          23) Registratore o penna e taccuino?

                                            Ho imparato a ricordarmi tutto a memoria.

                                            24) Nei suoi scritti, usa spesso la parola “intrufolarsi”. È riuscita ad intervistare Gino Paoli in ospedale quando aveva un proiettile nel cuore. Il suo segreto?

                                              Piangevo, mi dichiaravo parente, ero ipocrita e bugiarda. Ma è questo che ha salvato il giornalismo. Non dovevi farlo capire. Poi, indossavo il visone. Sembravo una ricca signora, mi fingevo l’amica di famiglia, l’ammiratrice o la benefattrice. Così potevo andare ovunque.

                                              25) Mina le ha concesso la sua ultima intervista. Che cosa le rimane di lei?

                                                La apprezzo moltissimo come persona e penso sia bravissima come cantante. Sicuramente una ragazza al di sopra dei sui tempi che ha scelto la libertà. Non è poi così importante come crede la gente essere una persona famosa: è più importante essere una persona che ha un vita e lei lo ha scelto.

                                                26) Fa questo mestiere da 64 anni. Che cosa la muove ancora?

                                                  La curiosità. Me l’ha insegnata questo mestiere.

                                                  27) Quanto le piace il suo lavoro?

                                                    Moltissimo. Lo farei anche gratis. Ma non diciamolo troppo ad alta voce.

                                                    28) Era questo il suo sogno del cassetto?

                                                      Per me questo lavoro è stata una scoperta. Non avevo mai pensato di fare la giornalista. Eravamo una famiglia modesta. Infatti non ho fatto il liceo. E poi, per puro caso, è successo.

                                                      29) Una cosa che le ha insegnato questo mestiere?

                                                        Mi ha insegnato a vivere.

                                                        30) Ha mai pensato di smettere di lavorare?

                                                          C’è stato un momento in cui stavo per farlo: quando Antonio è andato in pensione. Tra noi, che ci volevamo bene, c’era questa frizione: io sempre occupata e lui no. Mi sono chiesta se forse avrei dovuto smettere per essere la compagna completa. Ma sarò felice e lo farò felice? Mi sono chiesta. No: io sarò infelicissima.

                                                          31) Rimpiange qualcosa della sua vita?

                                                            No, neanche i bei tempi. Perché non li ho perduti, li ho avuti. E fanno parte di quello che sono.

                                                            32) Gli anni più belli?

                                                              L’età della maturità, tra i 40 e i 50 anni.

                                                              33) E quelli più formativi?

                                                                Per me, i tempi della giovinezza. Io sono felicissima di essere vecchia perché ho vissuto la guerra che mi ha forgiato. Mi ha insegnato ad essere sicura di me. Mia mamma mi abbandonava quando doveva andare a lavorare e io andavo in giro da sola sotto le bombe.

                                                                34) Tre parole che descrivono la lei bambina.

                                                                  Brutta, timidissima e molto povera.

                                                                  35) Una parola per descrivere la sua giovinezza?

                                                                    Infelicità

                                                                    36) Un evento che ha avuto un impatto sulla sua esistenza. E perché?

                                                                      La guerra e il papà che muore. Non penso serva spiegare il perché.

                                                                      37) Un ricordo di sua mamma?

                                                                        Mi ricordo quando avevo iniziato a scrivere per i giornali, lei comprava degli album, tagliava i miei articoli e li appiccicava. Forse era un modo per dire che era fiera di me.

                                                                        38) Un valore che manca oggi?

                                                                          Tanti. Il primo che mi viene in mente è la speranza.

                                                                          39) Da molti anni, poi, scrive la Posta del Cuore. Le lettere che riceve sono tutte vere?

                                                                            Assolutamente sì.

                                                                            40) Che cosa ne ha fatto di tutte le lettere che ha ricevuto?

                                                                              Le conservo tutte.

                                                                              41) Quali sono i problemi sentimentali più rilevanti?

                                                                                L’abbandono, il tradimento, la solitudine e la convivenza senza amore. Sono problemi eterni da quando esiste la coppia.

                                                                                42) Crede nell’amore?

                                                                                  Sì.

                                                                                  43) Finisce o dura per sempre?

                                                                                    Come inizia, finisce. Non riesco a dire per sempre. Io non sopporto la coppia che si ostina a durare quando il mistero è finito.

                                                                                    44) Ci si innamora a tutte le età?

                                                                                      Dentro di sè, sì.

                                                                                      45) Quando era giovane si innamorava facilmente?

                                                                                        Sì, ma loro fuggivano.

                                                                                        46) Perché?

                                                                                          Perché cercavano ragazze più carine di me.

                                                                                          47) Quanti amori ha avuto nella sua vita?

                                                                                            Direi 3. Un paio importanti e uno decisivo: Antonio. Siamo stati insieme per 38 anni. È scomparso 3 anni fa. Lui mi ha aiutato moltissimo e mi voleva un bene esagerato che andava oltre i miei limiti.

                                                                                            48) Ha mai sognato il matrimonio?

                                                                                              Io credo che ci si sposi se si vuole fare una famiglia e se uno non ha questo obiettivo, non vedo il motivo di farlo.

                                                                                              49) Crede in Dio?

                                                                                                No. Veniamo dalla polvere e finiremo nella polvere.

                                                                                                50) Cosa rappresenta per lei la religione?

                                                                                                  Cultura, sapienza, generosità, speranza nella giustizia, aiuto ai meno fortunati.

                                                                                                  51) In che cosa trova fonte di consolazione?

                                                                                                    Nel cibo, nella lettura e nello shopping. Quando mi sento giù, di solito cerco di non farmi pervadere dall’infelicità. In quei momenti la combatto.

                                                                                                    52) Si è mai sacrificata per amore?

                                                                                                      Sì. Per amore, ad esempio, non sono rimasta in Vietnam. Sono rimasta lì un mese e poco prima avevo conosciuto Antonio. Per lui ho preso l’ultimo aereo prima dello scoppio della guerra. Un air force enorme.

                                                                                                      53) Com’è stata la morte di Antonio?

                                                                                                        Una perdita senza rimedio. Un’insonnia straziante.

                                                                                                        54) Ha mai pensato di ricominciare una nuova vita?

                                                                                                          No, dopo di lui non potevo che stare sola. Molto meglio. Nel dispiacere della solitudine, ho conquistato un po’ di silenzio.

                                                                                                          55) Vive sola?

                                                                                                            Con la mia gatta Mimma.

                                                                                                            56) La solitudine le pesa?

                                                                                                              Devo essere sincera. Io in casa non vorrei un ciabattone. Ho molto amato Antonio, con lui sono stata molto felice e gli sono grata. Ma pensare di avere in casa un vecchio che sciabatta, che brontola… Io sto bene sola. E per questa cosa un po’ mi rimprovero.

                                                                                                              57) Hai dei rimorsi?

                                                                                                                Sì, a volte. Per avere privilegiato il lavoro e trascurato l’amore.

                                                                                                                58) Una cosa che la diverte?

                                                                                                                  Fare la spesa

                                                                                                                  59) Una cosa che detesta?

                                                                                                                    L’offesa, la presa in giro che può dare dispiacere.

                                                                                                                    60) E’ competitiva?

                                                                                                                      Sì.

                                                                                                                      61) Se le dico Camilla Cederna, cosa le viene in mente?

                                                                                                                        Una donna meravigliosa, con tanto coraggio e una generosità professionale assai rara.

                                                                                                                        62) E se le dico Oriana Fallaci?

                                                                                                                          Protagonista indiscussa.

                                                                                                                          63) La sua forza?

                                                                                                                            Vivere nel presente.

                                                                                                                            64) E il passato?

                                                                                                                              Per me il passato è passato.

                                                                                                                              65) Ha ancora un ricordo tangibile della sua infanzia?

                                                                                                                                Le calze rotte abbandonate da mia sorella maggiore. È l’immagine della nostra povertà.

                                                                                                                                66) Che cosa bisogna avere nella vita?

                                                                                                                                  Ironia.

                                                                                                                                  67) Una cosa che adora?

                                                                                                                                    I pettegolezzi

                                                                                                                                    68) Che cosa farebbe per tutto il giorno?

                                                                                                                                      Scrivere. Anche se non dovrei. Ormai capisco che devono smettere perché mi accorgo di scrivere con la testa di quasi un secolo fa. Ed è il presente che conta. Non come lo vedo io, ma come lo vive la gente. Quando faccio certi discorsi sulle donne so di sbagliare, ma io so che hanno ragione gli altri: perché il presente è più forte e deve essere più forte del passato. E il presente non sbaglia.

                                                                                                                                      69) Una sua giornata?

                                                                                                                                        Dormo fino alle 10. Mi vesto. Colazione con frutta, 2 cracker e un caffè. Mi siedo alla scrivania e do un’occhiata ai giornali. Guardo le email. Poi alle 12, massimo 12.20, torno a letto con i giornali. A letto, seduta, leggo i giornali. Mi alzo e lavoro. Alle 19.30 vado a tavola e poi vado a letto verso le 21.30. Guardo Netflix o Prime, leggo e poi verso l’una di notte mi addormento.

                                                                                                                                        70) Negli anni 60 ha iniziato a scrivere come critica cinematografica per Repubblica. Da dove nasce questo amore?

                                                                                                                                          Papà era morto e mamma faceva la maestra. Avevamo pochi soldi e lei, al pomeriggio, andava nelle case a dare lezioni ai bambini. Io e mia sorella eravamo sole e la mamma ci portava al cinema. Dalle 14 alle 18. In sala Magenta. Stavamo lì, tutto il giorno. Vedevamo più volte lo stesso film. Ero incantata dall’eroismo di Pietro Micca e impazzivo per la tragica storia di Pia De Tolomei.

                                                                                                                                          71) Che cosa vuol dire per te oggi andare al cinema?

                                                                                                                                            È un piacere costante, anche se il film è brutto.

                                                                                                                                            72) Festival di Cannes o di Venezia?

                                                                                                                                              Venezia. Per i film e l’approccio al cinema.

                                                                                                                                              73) E la politica?

                                                                                                                                                Non ho mai avuto interesse per la politica. Non ho competenze particolari. E poi, essendomi interessata alla cronaca, quel mondo mi appariva senza vite.

                                                                                                                                                74) Ha scritto di tantissime cose in modo consapevole. Non ha mai desiderato specializzarsi?

                                                                                                                                                  Io nella mia vita professionale volevo raccontare la vita. Non volevo una specializzazione, certo, in certe cose è necessario. Però così si rischia di rinchiudersi. Chi parla di cinema, parla di film. Ma il film c’è perché c’è intorno una realtà. Ed è giusto rendere i film un qualcosa che ci interessa per la nostra vita.

                                                                                                                                                  75) La persona che ha stimato di più?

                                                                                                                                                    Lietta Tornabuoni. Eravamo colleghe, amiche, sorelle. Le ho voluto un gran bene. È lei che mia ha insegnato a lavorare. Mi rimproverava per il mio eccesso di leggerezza, a volte, e mi ha fatto capire che il giornalismo è una cosa seria. Anche se mi occupavo di Claudio Villa o degli amori della Callas, mi diceva che dovevo essere precisa e rigorosa.

                                                                                                                                                    76) Celebrità di cui è grande fan?

                                                                                                                                                      Roberto Bolle e George Clooney.

                                                                                                                                                      77) Sul passaporto ha scritto “Casalinga”. Perché?

                                                                                                                                                        Casalinga protegge. I giornalisti sono mal visti. E poi lo sono.

                                                                                                                                                        78) Le piace cucinare?

                                                                                                                                                          Sì, molto.

                                                                                                                                                          79) Come ha cambiato la pandemia la sue giornate?

                                                                                                                                                            Da quando c’è stato il lockdown non sono più uscita sola.

                                                                                                                                                            80) Una cosa a cui ha dovuto rinunciare?

                                                                                                                                                              Andare alla Rinascente e fermarmi davanti ai banchetti di lenzuola, di posate, di tutto ciò che riguarda la casa.

                                                                                                                                                              81) E a cosa non ha mai rinunciato?

                                                                                                                                                                Forse a quello a cui tengo di più: leggere, scrivere, arrabbiarmi. A quello non ho mai rinunciato. E mi basta.

                                                                                                                                                                82) Cosa la fa davvero arrabbiare?

                                                                                                                                                                  Chi si lamenta. Siamo sempre più lamentosi, non ci va mai bene niente. Quello che mi impressiona è la mancanza di voglia di speranza. Nessuno è più positivo, nessuno è più ottimista, tutti vedono nero. Questo è un cambiamento umano spaventoso. O no?

                                                                                                                                                                  83) Cosa le ha lasciato la pandemia?

                                                                                                                                                                    Forse mi ha fatto passare la voglia di certe cose. Quando apro l’armadio: 3 giacche di lamè e mi chiedo quando mai mi verrà voglia di mettere una giacca di lamè. Avrò ancora voglia di andare a La Scala? E se ci vado perché non ci potrò andare in maglione?

                                                                                                                                                                    84) Cosa reputa difficile?

                                                                                                                                                                    Fare il genitore. È un mestiere difficilissimo. Più passa il tempo, più penso sarebbe stato per me un compito impossibile.

                                                                                                                                                                    85) Un suo pregio?

                                                                                                                                                                      La determinazione. È il materiale con cui ho costruito la mia barca. La frivolezza, però, è la vela che le dà la spinta. Di solito si accosta la frivolezza alla stupidità. La vera frivolezza è un’arma dell’intelligenza. Il mio modo di essere spiritosa. Anche se, più passa il tempo e meno avverto la necessità di darmi un’immagine frivola.

                                                                                                                                                                      86) Guarda la televisione?

                                                                                                                                                                        Pochissimo. Guardo Netflix.

                                                                                                                                                                        87) Il film della sua vita?

                                                                                                                                                                          Non credo che esista. Ci sono molti film che hanno segnato la mia vita. Per me uno è stato Nastrobianco di Henkel.

                                                                                                                                                                          88) Serie tv che consiglierebbe?

                                                                                                                                                                            Disincanto e Paradise.

                                                                                                                                                                            89) Qual è il suo rapporto con i social media?

                                                                                                                                                                              Quasi inesistente. Uso FB, ma poco. Lo leggo in taxi e in bagno. Perché altrimenti ho altro fare.

                                                                                                                                                                              90) Che libri legge?

                                                                                                                                                                                Leggo tantissimo. Soprattutto libri stranieri. Non amo i romanzi rosa.

                                                                                                                                                                                91) Come si informa?

                                                                                                                                                                                  Leggo il New York Times tutte le mattine. Guardo il Corriere e Repubblica.

                                                                                                                                                                                  92) Una firma che legge sempre volentieri?

                                                                                                                                                                                    Simonetta fiori (del mio giornale).

                                                                                                                                                                                    93) Una collega che ammira?

                                                                                                                                                                                      Ce ne sono tantissime. Irene Brin, Camilla Cederna, Adele Cambria.

                                                                                                                                                                                      94) Crede nel femminismo?

                                                                                                                                                                                        Credo nel femminismo della cultura. Che riscopre le capacità culturali, erotiche e familiari delle donne. Il loro ingegno. Certo, non basta essere donne per essere importi così come non basta esserlo per essere secondarie.

                                                                                                                                                                                        95) In “Delle donne non si sa niente” e in “Lui! Visto da Lei” racconta il femminismo in modo cinico e con un occhio esterno. Che cos’è per lei il femminismo?

                                                                                                                                                                                          Il femminismo è lavoro e studio, scoperta e ricerca. Il femminismo non è dichiararsi binarie o non binarie, non è dire ‘quello è cattivo perché mi ha detto che ho un bel sedere’. Negli anni Settanta e Ottanta, le donne hanno combattuto e ottenuto risultati: ora il femminismo dovrebbe saper gestire e custodire quelle conquiste, ma non mi sembra che ci riesca. Ma insomma: affari loro. Io sono vecchia, non voglio più occuparmene.

                                                                                                                                                                                          96) Che cosa non la convince del nuovo femminismo?

                                                                                                                                                                                            Ho l’impressione che il problema oggi, per loro, non sia tanto il patriarcato, come lo era per le donne degli anni 70, ma proprio il maschio, il singolo uomo.

                                                                                                                                                                                            97) Che cosa manca al nostro paese oggi?

                                                                                                                                                                                              Oggi vorrei davvero che tornassimo o arrivassimo ad una vera democrazia. L’unica cosa che oggi davvero mi interessa non riguarda me, ma proprio il mio paese: vorrei che la gente fosse libera ed intelligente, che sapesse cosa dice, cosa fa, capisse. Leggendo Facebook mi accorgo che la gente non sa nulla, non ha letto niente e, io, come una che non ha studiato, dico “che brutto fidarsi dei cretini.”

                                                                                                                                                                                              98) Il suo sogno più grande?

                                                                                                                                                                                                Mi basta continuare a stare bene e a lavorare. Se fossi più giovane vorrei andare via dall’Italia, magari a Los Angeles e aprire un negozio di formaggi italiani.

                                                                                                                                                                                                99) Cosa la commuove?

                                                                                                                                                                                                  L’amore per Antonio, la tenerezza per mia mamma, la passione per quello che faccio.

                                                                                                                                                                                                  100) Si è divertita?

                                                                                                                                                                                                    Pensavo peggio (ride).

                                                                                                                                                                                                    101) E lei, cosa si chiederebbe?

                                                                                                                                                                                                      Mi domando: “Che vita piena che ho vissuto. Come ho fatto ad arrivare fino a qui?”.

                                                                                                                                                                                                      100 domande a 92 anni di intelligenza, ironia e leggerezza.